GIORGIO CAPRONI
in La Nazione, 1962
«…. non lascia dubbi sull’autenticità e nobiltà del suo messaggio, che è quello di una disperazione ormai così alta, e calma, da non conservare più traccia di romantico dolore, o d’esistenziale sgomento o tremore… Il conto con Calogero è stato aperto e rimane aperto…»

