Luigi Tassoni

LUIGI TASSONI



Il luogo di un luogo amato

in La provincia di Catanzaro, II, 4, luglio/agosto 1983, pp.85-87

«Il tema calogeriano è in parte cancellato, velato, protetto, perché non ha partitura fissa ed è riconoscibile nelle sue parti, nel microcosmo del frammento, questo limite strenuo al disordine totale, figlio del disordine che lo precede. Il mondo di Calogero è tutto preso da questo mistero, da questa folla di tracce e sensi non corrisposti.(…) Non a caso l’interlocutore è senza nome, senza volto, senza corpo, è schermo dell’io. (…) Il frammento emerge dal caos e non da una consapevolezza del sentimento.(…) La parola è già un sentimento e non vi si rinuncia, è un gioco serissimo. La parola contende l’informale a ciò che la precede, contende il non detto, ma è sorpresa, velata, impegnata in metafora, per non perire, per non dirsi ultima e per non dire ultime cose.(…)
Il canto è concepito come pausa rispetto al silenzio, è l’unica conseguenza possibile «poi le parole / venivano come angeli».